
Ho appena finito di documentare un progettino che risponde a varie mie esigenze, interessi e in qualche modo destini: da una parte l’atavica ricerca di nuovi Cloud gratuiti. Microeden lo é ma é molto di più ed in questo ho cercato di portarlo in classe (in questo periodo c’é l’annuale corso di IoT presso ITS ICT di Torino. Dall’altra la necessità ormai di integrare sensoristica professionale, certificata e resiliente. Ho provato tanti prodotti negli anni e ho giocato molto con il LoRa, apprezzando la necessità sempre più sentità di controllare i propri dati.
La mia lunga relazione con l’Agrotech, dall’autocostruzione all’integrazione
Ricordo in quei primi anni di workshop ruralhack una grandissima curiostià ad ascoltare le domande degli agricoltori, ed anche il loro modo vagamente crudele ed in parte giustificato di scontare la tecnologia, come risposta non necessaria o inadeguata ad alcune tematiche.
O al contrario di esserne troppo entusiasti, e di riporvi grandissime aspettative ed ottimismo. Apocalittici ed integrati anche loro allora. Figuriamoci ora.

Poi c’é stato un periodo di studio, fortemente influenzato dalla mia relazione con Seeedstudio, inizialmente con l’Industrial Application Group di Seeed (solo cose industriali, no maker) durante la fase finale del COVID in Europa, e poi partecipando prima come collaboratore al primo Hazard Response Mission Pack (che ne era di fatto una sua declinazione legata alle emergenze naturali), e quindi in qualità di Ranger, conoscendo poi tantissime persone da tutto il mondo – che portavano problematiche molto diverse, ed interessanti.
Il progetto per lo Stand di Microeden per la Maker Faire Roma 2026
In che modo questo progetto é legato a tutto questo? Ho avuto il piacere di conoscere Microeden, e sapendo che avrebbe partecipato alla Maker Faire di Roma 2026, ho deciso di creare una lezione riutilizzabile, una sorta di adattamento di hardware che avevo in casa sulle ipotetiche esigenze e probematiche dei vitigni italiani, con una foglia “smart” (ma la smartness deve metterla comunque l’agronomo, noi forniamo solo dati in più :).

Cosa succede qui? per capirlo megio (anche per la documentazione potrebbe cambiare) potete leggere l’intera storia di come realizzare questo sistema qui su github, ma in buona sostanza stiamo usando una serie di tecnologie resilienti e private che ci permettono di leggere alcuni dati di un vitigno, o di qualsiasi pianta (Il sensorepiù esotico di foglia può fornire periodi di bagnatura, cioè quando la foglia comincia e smette di essere bagnata; la durata di ogni periodo; la temperatura media mentre la foglia è bagnata; i gradi-ora di bagnatura, cioè la somma di temperatura per ore di bagnatura. È un indice unico che combina “quanto a lungo” e “quanto caldo”, utile per confrontarlo con le soglie di rischio.
Il tutto viene raccolto da un SenseCap M1 (un router a cui sono particolarmente affezionato) che monta Chirpstack, un Application Server LoRa Open Source sviluppato da Orne Brocaar che potete sponsorizzare qui. I dati vengono poi mandati e visualizzati su una reTerminal (una Raspberry Pi Industrustriale con schermo touch) che manda i Dati a Mycroeden.

Se volete replicare questo progetto, seguite il github del progetto 😉
